Che tipo di colloquio mi faranno?

Intervista Comportamentale

Finalmente un colloquio!

Quanto costa oggigiorno arrivare a un colloquio di lavoro!

Magari siamo fortunati una volta, ma nella maggior parte dei casi la selezione che fa per noi è frutto di una preparazione dettagliata: cosa posso offrire, cosa voglio fare, come riscrivo il cv e il profilo sui social, che canale uso per trovare un’opportunità lavorativa, solo per citare alcuni dei passi fondamentali della ricerca di lavoro.

Il colloquio va anch'esso preparato onde non buttar via il lavoro fatto finora o la botta di fortuna!

Il colloquio oggigiorno

Le aziende moderne – quelle cui in genere aspiriamo sia da giovani che quando abbiamo esperienza – oggigiorno usano spesso il colloquio comportamentale.

Ne ho testimonianza da un mio cliente, Giovanni, che ha ricevuto il documento allegato - GUIDE TO PREPARE CANDIDATE FOR BEHAVIORAL-BASED INTERVIEW - dall’azienda con cui stava facendo una selezione. Sono stata piacevolmente stupita che l’azienda desse tali indicazioni e ho pensato valesse la pena condividerli e commentarli.

Interview Guide To Prepare Candidate for Behavioral Based Interview (28 kb.)

Noi di GoodGoing! prepariamo le persone a tali tipologia di selezione. Lo vedete nei post e negli ebook, nonché nel libro della nostra cara Cristina Gianotti.
Giovanni infatti – che abbiamo supportato nella preparazione al colloquio anche in questo caso – aveva tutto quanto pronto e per la preparazione si è trattato solo di selezionare quanto disponibile in base all’obiettivo del colloquio, degli interlocutori e, ovviamente, della posizione per cui concorreva. In genere tali tipi di colloqui si usano durante la selezione, non proprio nel 1° colloquio.  

Come si fa l’intervista comportamentale

Innanzitutto cos’è l’intervista comportamentale?

Behavioral (experience-based or patterned behavioral) interviews are past-oriented in that they ask respondents to relate what they did in past jobs or life situations that are relevant to the particular job relevant knowledge, skills, and abilities required for success. The idea is that past behavior is the best predictor of future performance in similar situations. By asking questions about how job applicants have handled situations in the past that are similar to those they will face on the job, employers can gauge how they might perform in future situations.

– da Wikipedia

E’ un tipo di intervista, quindi. La usano le aziende strutturate, le persone dell’HR più colte, magari qualche persona di business attenta a questi aspetti o che li applica inconsapevolmente.

Non è detto che la struttura sia rigida, quello che è il nocciolo è fare leva sui fatti, su cose concrete che si sono fatte. Si scende dalla teoria alla pratica.

I ruoli possono descriverli tutti più o meno bene in termini di attività svolte e responsabilità.

Ciò non ci fa gioco perché appunto possono esserci persone migliori di noi a “parlare”.

I fatti però li abbiamo fatti noi! E quindi sono un fattore di distinzione, competitivo unico.

Io li faccio includere anche nel cv in parte.

Lo schema è :

  • punto di partenza: situazione, problema, obiettivo, occasione
  • percorso: cosa abbiamo fatto noi, con chi abbiamo agito 
  • punto di arrivo: cosa abbiamo raggiunto in termini di risultato, completamento di progetto, problema risolto, benefici per la società, competenze imparate da parte nostra, lezioni apprese.

Come vedete lo schema è quello del coaching, niente di nuovo sotto il sole.

Solo consapevolezza, sperimentazione, esercizio e preparazione per superare anche questo step verso il lavoro dei sogni!

Informazioni sull'autore
Cristina Gianotti
cristina.gianotti@goodgoing.it
Mi occupo da oltre dieci anni di Coaching - Career, Executive e Business Coaching – a supporto di: manager, professionisti, imprenditori interessati ad investire su stessi e sulla propria crescita professionale. Vengo da un background di consulenza direzionale, management e imprenditoria. Nel 2016 ho pubblicato il mio primo libro "E' facile cambiare lavoro se sai come fare" con bookabook. Nel 2018 il mio secondo sul networking: "Connecting Dots: il networking, questo sconosciuto".

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