Cosa significa essere maturi?

Maturità

L'esame di maturità

Oggi iniziano gli esami di maturità. Io li feci ormai oltre 30 anni fa… Allora iniziavano e si svolgevano a luglio. A Milano era un incubo: il clima non è ideale e quindi appena svolta una sessione, per esempio gli scritti, si fuggiva dalla città…

E’ senz’altro l’esame più difficile nella vita di una persona, inteso come esame in senso stretto. E lo dice una che ha fatto Ingegneria al Politecnico di Milano, ha fatto l’MBA alla Bocconi, etc.

Non avevo mai pensato a cosa vuol dire.

Oggi leggendo un post da LinkedIn che avevo messo da parte per rileggerlo con calma – faccio sempre così anche con gli articoli cartacei – ho pensato che c’entrasse con la Maturità. Lo riprendo, lo consiglio e lo commento.

Lo dedico ai maturandi di quest’anno. E’ il mio regalo ragazzi per voi e un po’ per i vostri genitori che vi sono vicini.

Il mio regalo per la maturità

Si intitola 13 Things you should give up if you want to be successful di Zdravko Cvijetic. Pare sia un articolo “virale”, cioè che si è diffuso molto sul web in poco tempo.

Io l’ho letto e messo da parte, come al solito e davvero vale la pena! Sono una esigente, anche criticona, disillusa, ma questo è veramente un bel condensato di saggezza!

A volte si dice che gli articoli brevi che riassumono le cose importanti per punti non valgono, sono solo aria fritta, marketing (in senso deleterio), ecc. NO, non in questo caso.

Vorrei leggerlo ogni mattina e fare una piccola cosa su ognuno dei punti.

Vediamo un giorno a caso come oggi.

1. Give up on the unhealthy lifestyle.

Oggi a pranzo mio marito si è fatto un paio di cucchiaiate d Nutella. Io ho resisitito…

2. Give up the short term mindset.

Mi “costa” scrivere il report per la ricertificazione come business coach, ma ho già cannato il primo esame, il II devo centrarlo ed è tra meno di un mese! Quindi nonostante il caldo, il sonno, la pigrizia, tra un po’ ci dedico un’oretta.

3. Give up on playing small.

Mai lasciarsi andare, neanche a 55 anni. Troverò il modo di scrivere per il blog di una rivista nazionale famosa. Mi dò qualche mese di tempo.

4. Give up your excuses.

Sono anni – dopo i 40 per la verità e una crisi di mezza età comprensiva del lato “professionale” – che ho capito che faccio la mia parte e sono felice! Ogni giorno un passo, anche questo post è un passo.

5. Give up the fixed mindset.

Aprire la mente è un’acquisizione che viene da lontano: leggo di tutto sul web e in cartaceo, ci sono altri mezzi, io adoro la lettura. Anche parlare con la gente non è male.

6. Give up believing in the “magic bullet”.

Ho scoperto che ogni successo costa: costa nello sport, nel fisico, nella professione, anche in amore! Ogni cosa vitale va alimentata.

7. Give up your perfectionism.

Anche se sono una donna “impegnata” come si diceva una volta, mi piacerebbe avere la casa e lo studio pulito e in ordine. Lascio correre a favore del lavoro che è la mia priorità. E il tempo che rimane lo dedico a me stesa, anche con un piccolo pisolino dopo pranzo…

8. Give up multitasking.

Già ascoltare musica classica mentre scrivo mi pare tanto. Sono d’accordo sulle ultime teorie che sostengono che non si possano fare troppe cose insieme. Le donne sanno gestire qualche "multi", ma per far bene le cose: "una alla volta”!

9. Give up your need to control everything.

Non mi ringraziano? Mi arrabbio un po’ ma poi lascio correre. Al massimo scriverò un post sul valore di dire "Grazie" sempre e comunque!

10. Give up on saying YES to things that don’t support your goals.

Focalizzazione: un pò di altre cose ok, ma una priorità ci vuole.

11. Give up the toxic people.

All’inizio dei miei studi di coaching lessi un libro di Laura Bergman Fortgang “Take yourself to the top!”, in cui lessi questo concetto: non devi piacere a tutti. Se alcuni ti danno fastidio lasciali per strada…

Beh è vero. Ci sono delle persone che irritano, fanno un sacco di domande a sproposito, chiedono solo senza dare niente… Se ne può fare a meno. E’ una questione di scelte come sempre, ma ogni tanto fare un po' di pulizia fa bene!

12. Give up your need to be liked.

Come sopra. Se devo piacere a uno che mi sfrutta, anche no!

13. Give up your dependency on social media & television.

C’è del valore nella TV e nei social, non dico di no. Ciò che va evitato è la “dipendenza”. La scorsa estate sono stata in Giappone. Tutti hanno in mano il telefonino sempre e ovunque. Io sono di quelle che sogna un posto come il Kalahari dove “non prende!” A Milano lascio squillare... a volte davvero, a volte per finta.

Che dire! La maturità passa dalle piccole cose di ogni giorno.

E se non ci credete, facciamo del coaching!

Informazioni sull'autore
Cristina Gianotti
cristina.gianotti@goodgoing.it
Cristina Gianotti si occupa da oltre quindici anni di Coaching - Career, Executive e Business Coaching – a supporto di: manager, professionisti, imprenditori interessati a investire su stessi e sulla propria crescita professionale. Viene da un background di consulenza direzionale, management e imprenditoria. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro "E' facile cambiare lavoro se sai come fare" con bookabook. Nel 2018 il suo secondo sul networking: "Connecting Dots: il networking, questo sconosciuto".

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