Potresti essere più originale di quanto pensi

Idea Co Creazione


Nella pubblicazione di questo lunedì vi vogliamo proporre la traduzione in italiano di un articolo comparso lo scorso 4 giugno su Knowledge, la testata on line di INSEAD, Business School nata a Parigi negli anni 50 ed oggi operativa in Francia, Asia (Singapore), Medio Oriente (Abu Dhabi) e Nord America (San Francisco).

Firmato da una dei suoi docenti, Ella Miron-Spektor, offre degli spunti interessanti che hanno molto a che vedere con la leadership, uno dei temi a cui in GoodGoing! dedichiamo tempo ed energie per promuoverne lo sviluppo negli individui che supportiamo con i nostri servizi, al fine di favorirne l’affermazione in campo professionale o nella propria carriera aziendale.

Ella Miron-Spektor, INSEAD Associate Professor of Organisational Behaviour | 4 giugno 2020

Se vi siete cimentati da soli in un percorso di ideazione - come ha fatto chiunque, da un imprenditore start-up a un libero professionista – saprete che si tratta di un processo ripetuto di generazione e potatura di idee. Alla fine, restringerete il campo ad una o poche idee vincenti da presentare al vostro team, cliente o potenziale investitore. Ma cosa succede se avete reso il processo più difficile di quanto debba essere?

In un nuovo articolo, i miei coautori* ed io abbiamo cercato di determinare quanto siamo accurati nel valutare l'originalità delle nostre idee. Sapevamo che le persone tendono a sopravvalutare sé stesse e soffrono di eccessiva fiducia nel valutare la qualità delle loro soluzioni a problemi ben definiti. Ma valutare l'originalità è diverso.

I risultati di tre studi che abbiamo condotto su questo aspetto poco ricercato della creatività sono stati sorprendenti. Abbiamo scoperto che le persone sottovalutano sistematicamente la loro originalità - una caratteristica distintiva della creatività - durante il processo di ideazione. Tale pregiudizio nella valutazione della nostra originalità deriva dalla convinzione che altre persone pensano come noi.

Le nostre scoperte, dettagliate in "Potresti essere più originale di quanto pensi: pregiudizi prevedibili nell'autovalutazione dell'originalità", hanno offerto spunti di valore per gli individui che lavorano in settori creativi e innovativi, i manager e quanti hanno scoperto improvvisamente la necessità di essere creativi per sopravvivere alla pandemia di coronavirus.

Effetto ordine seriale

Abbiamo condotto tre esperimenti utilizzando un'attività di generazione di idee che imita il processo di ideazione in situazioni creative della vita reale. Nel primo esperimento, a 61 studenti universitari sono stati mostrati dieci oggetti domestici comuni (ad esempio un secchio, un laccio, un tappo in sughero e una federa) e gli è stato chiesto di elencare il maggior numero possibile di usi per ciascun oggetto. Questo compito classico ci ha permesso di valutare il numero di idee generate e la loro originalità.

Per ogni utilizzo, abbiamo chiesto ai partecipanti di stimare quale percentuale dei loro coetanei avesse avuto la stessa idea. Ciò ha fornito una misura del giudizio sull'originalità: ovvero quanto originali i partecipanti credevano che fossero le proprie idee. Abbiamo quindi calcolato l'originalità effettiva di ciascuna idea in base alla frequenza con cui è apparsa nel nostro campione, considerando più originali le idee meno frequentemente considerate. Abbiamo scoperto che i partecipanti sottovalutavano sistematicamente l'originalità delle proprie idee.

Abbiamo anche scoperto che i partecipanti erano sensibili all'effetto dell'ordine seriale.

Questo fenomeno consolidato ci dice che quando le persone a cui viene sottoposto un determinato problema tirano fuori delle idee, le prime ad uscire di solito non sono granché. Ma se persistono, è più probabile che trovino soluzioni uniche. Nella nostra ricerca, abbiamo scoperto che le persone sono istintivamente in sintonia con l'effetto dell'ordine seriale: infatti i partecipanti al nostro studio hanno giudicato più originali le ulteriori idee prodotte nel corso del processo di ideazione.

Nel nostro secondo esperimento, abbiamo cercato di verificare se aumentare la nostra originalità migliorasse l'accuratezza dei nostri giudizi. Utilizzando lo stesso metodo applicato per l'esperimento precedente, abbiamo reclutato 101 partecipanti online e li abbiamo assegnati in modo casuale a due gruppi dando loro un ancoraggio basso o più elevato. Vale a dire, a un gruppo è stato detto che il numero medio di risposte che le persone davano in questo compito era due, all'altro gruppo è stato detto sei.

Abbiamo scoperto che quest'ultimo gruppo ha prodotto più idee ottenendo un punteggio più alto in termini di originalità.

Tuttavia, come già nel primo esperimento, entrambi i gruppi hanno gravemente sottovalutato l'originalità delle proprie idee, in particolare quello che aveva ottenuto le prestazioni migliori.

Nell'esperimento finale, volevamo scoprire se fosse possibile ridurre la distorsione. A questo fine abbiamo fornito a 96 partecipanti un feedback falso sui loro suggerimenti per lo stesso compito di generazione dell'idea. Ai partecipanti è stato detto che le loro risposte erano altamente originali o non originali durante una fase di formazione. Il falso feedback ha fortemente influenzato ciò che i partecipanti hanno pensato delle loro idee, senza intaccare l'originalità o la quantità delle loro idee.

In particolare, coloro a cui era stato detto che le loro risposte iniziali erano molto originali presumevano anche che le proprie risposte nel compito fossero più originali di quelle dell'altro gruppo. Ma anche i partecipanti ad "alta originalità" hanno sottovalutato la loro originalità.

La nostra ricerca suggerisce quindi che potremmo sbagliarci quando riteniamo che le nostre idee non siano abbastanza originali. Potremmo scartare idee promettenti e investire sforzi inutili alla ricerca di idee migliori.

Manager, prendete nota!

L'idea che le persone sottovalutino la loro originalità durante l'ideazione sembra confrontarsi con la ben studiata tendenza delle persone a sopravvalutare la qualità di un'idea che hanno sviluppato presentandola ad altri, ad esempio nell'innovazione aziendale. Tale eccessiva fiducia è spesso il risultato inevitabile di aver investito risorse ed emozioni nell'idea auto-selezionata.

Al contrario, all'inizio del processo di ideazione, l'incertezza abbonda.

La creatività dipende dal contesto: un'idea che potrebbe essere originale in un campo o mercato potrebbe essere ordinaria in un altro.

Quando le persone non sanno molto o abbastanza della concorrenza, tendono ad assumere che gli altri la pensino come loro, in quello che viene definito il falso consenso. Date queste incognite, gli ideatori tendono a respingere le loro idee iniziali, probabilmente a loro detrimento.

Cosa possiamo fare di questi risultati?

La consapevolezza del vostro falso consenso sulla creatività potrebbe guidarvi ad apprezzare alcune potenziali gemme. Come manager, cercate di invitare i membri del vostro team a condividere le loro idee che altrimenti potrebbero non vedere mai la luce per la presunzione che queste (idee) non siano abbastanza innovative. Riconoscendo la loro creatività, è possibile diminuire il loro pregiudizio, almeno in una certa misura.

Per milioni di persone che ora lottano per sbarcare il lunario nel mezzo di questa grande pandemia, sapere che sono probabilmente più originali di quanto essi immaginano potrebbe suonare come un grande incoraggiamento.

Una mia amica si è reinventata da terapista a consulente di comunicazione, aiutando altri terapisti che hanno bisogno di lavorare da casa spostando le loro pratiche online. Se avesse dato ascolto ai suoi dubbi pensando che "probabilmente lo stanno facendo in tanti", quasi sicuramente avrebbe rinunciato a trovare la sua nuova nicchia. Raramente c'è stato un bisogno così urgente di essere creativi e, soprattutto, consapevoli della propria originalità, che in questi tempi così difficili.


*Yael Sidi (The Open University Israel), Ilan Torgovitsky & Rakefet Ackerman (Technion-Israel Institute of Technology), e Daniela Soibelman (GlassesUSA.com)

Ella Miron-Spektor è Professore Associato di Comportamento Organizzativo all’INSEAD, dove studia i fattori e le condizioni che promuovono la creatività, l’apprendimento ed il successo imprenditoriale.


Lessons learned

Fin qui l’articolo. Ci è sembrato originale per il tema trattato e per i riscontri e speriamo possiate condividere la nostra valutazione. Naturalmente, le vostre reazioni e commenti sono graditi. Per concludere vorremmo aggiungere i nostri. In sintesi, da questa ricerca abbiamo appreso che:

i nostri pregiudizi nel processo di ideazione possono portarci a scartare idee che in realtà sarebbero promettenti ed a compiere inutilmente ulteriori sforzi perdendo delle opportunità;

un'idea originale in un ambito o settore potrebbe essere ordinaria in un altro e viceversa. A volte l’originalità è quella di declinare ed applicare per primi un’idea che ha funzionato in un altro settore a quello di vostra competenza. Quindi tenete conto di questo suggerimento quando intendete intraprendere un processo di ideazione e/o co-creazione;

analizzare la concorrenza in via preventiva è fondamentale sia per non incorrere nel rischio di sopravvalutare le proprie idee che, all’opposto, di scartare delle idee che potrebbero avere il crisma dell’originalità per il fatto di dare per scontato che esse siano già state pensate da qualcun altro.

Informazioni sull'autore
Stefano Carlo Longo
stefano.carlo.longo@goodgoing.it
Stefano Carlo Longo ha una lunga carriera di “innovatore” nel mondo dell’ICT, maturata in funzioni direttive nell’ambito commerciale, del marketing e della consulenza presso alcune tra le più importanti società internazionali, tra cui EY, Atos e Adobe. Co-fondatore di una società di eCommerce dedicata ai vini di alta gamma e investitore in una start up in ambito Mobile Engagement in rapido sviluppo (MobileBridge), ne promuove la presenza presso clienti e partner.

comments powered by Disqus

Ricerca

Consigliati

Voglio crescere nella mia professione

Sei una persona preparata e dedita alla tua attività: come puoi fare carriera e migliorare la tua posizione lavorativa? Contattaci per una consulenza.


Sono in cerca di un orientamento

Per proporsi bene sul mercato del lavoro occorre partire da se stessi, capire attitudini e punti di forza. Il Career Coaching può aiutarti. Contattaci


Voglio sondare il mercato

A un certo punto si vuole cambiare: cambiare ruolo nella stessa azienda, cambiare azienda…il Coaching può darti la guida per scegliere il meglio.


Potrei fare il consulente?

Diventare consulente e mettersi in proprio, un ruolo cambiato negli ultimi decenni e che può offrire buone opportunità se hai la stoffa per coglierle.


Ho la stoffa dell'imprenditore?

Diventare imprenditore, dare vita a un nuovo progetto e creare posti di lavoro: se non sai come fare contattaci e scopri che imprenditore sei.

Ultime Pubblicazioni

Ah! la sintesi nel cv o nella presentazione di sè. Dipende anche dalla lingua usata...

“Italian is about 30% longer than English". Oltre a essere più breve, l’inglese è oggettivamente più sintetico.


“Il futuro del lavoro è femmina” di Silvia Zanella

Un libro che sviscera l'apporto femminile nel mondo del lavoro. Ma quanto valore ci stiamo perdendo non includendo le donne!


5 fasi per un processo di onboarding efficace – Verso il primo anniversario

Perché l’onboarding non termina con il primo giorno di lavoro


Language is Equality

Why activists say the Oxford Dictionary of English results for 'woman' are sexist


5 fasi per un processo di Onboarding efficace - Il periodo di prova (anche ai tempi dello smart working)

Parliamo ancora di onboarding, per una fase importante. Vi diciamo perché.

Questo sito utilizza cookies per una migliore esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più o vuoi cambiare le impostazioni del tuo browser, visita la nostra Privacy Policy
Accetto