Una sola carriera lavorativa? No, almeno due! – I parte

Grandi Onde

La vita ci chiama a spenderci nel lavoro non in modo lineare, ma considerando ambiti diversi in sequenza o in parallelo.

Ciò vale per i giovani che - pur ben laureati e preparati - iniziano facendo vari stage, lavoretti e vale per gli anziani, cioè i 50enni, che si trovano di fronte ancora più di un decennio se non due di vita attiva anche nel lavoro.

Nel mondo occidentale l’aspettativa di vita si allunga. Le aziende – viceversa - accorciano la vita lavorativa utile dei dipendenti. Questo secondo aspetto potrebbe cambiare volendo, ma noi singoli possiamo fare solo qualcosa in tal senso. Come singoli possiamo però prendere consapevolezza di tale realtà e affrontarla.

Supportando persone che si muovono nel mercato del lavoro ho diversi esempi tratti dal mio lavoro quotidiano.

Di recente poi, ho letto un articolo di Luigi Rigolio che mi dà lo spunto per affrontare il tema della seconda carriera. L’articolo si intitola “Partendo da Peter Drucker: la seconda vita lavorativa dei knowledge workers”.

After 20 years of doing very much the same kind of work, they are very good at their jobs. But they are not learning or contributing or deriving challenge and satisfaction from the job. And yet they are still likely to face another 20 if not 25 years at work. That is why managing onesolf inceasingly leads one to begin a second career.

– Peter Drucker – Managing oneself, HBSR 1999

Sono passati 20 anni, il principio è condivisibile, ma si possono sottolineare, aggiornandoli, alcuni aspetti di tale affermazione.

Innanzitutto, la velocità del nostro mondo è aumentata e quindi anche solo 20 anni nella stessa azienda sono da considerare sempre più un’eccezione, se non un’anomalia. E’ consigliabile cambiare azienda per conoscere ambienti, organizzazioni, persone diverse; d’altra parte le aziende hanno sempre più vita breve per via di fusioni, acquisizioni, dinamiche dei mercati, che nascono a muoiono in breve tempo (pensate a Blockbuster).

Il singolo deve curare la propria employability volente o nolente. Diventa un prodotto per il mercato del lavoro e come tutti i prodotti non ha solo UN ciclo di vita, ma anche due o tre. Da qui l’immagine delle onde: ogni onda è assimilabile ad una carriera. Dobbiamo quindi occuparci delle nostre competenze – “hard” e “soft” – e tenerle aggiornate indipendentemente da cosa ci fa fare l’azienda: più che l’azienda governa il mercato nel mondo del lavoro.

La seconda carriera

A cosa pensare come seconda carriera:

  • un’opzione è continuare la carriera in un’altra azienda ampliando le competenze come dice Drucker. Questa è un'opzione facile, che ormai darei per scontata, anche se nella pratica e nel sentire comune non è ancora così.
  • Un’altra opzione è coltivare una passione in parallelo e far diventare tale passione un lavoro. La passione può appartenere a un mercato come lo sport, lo sport, al no profit o altro. Questa opzione è valida, ma suona ancora come un “second best”, un ripiego, non una vera e propria Carriera con la "C" maiuscola.
  • L’ opzione desiderabile è quella di costruirsi veramente una nuova carriera insistendo sulle competenze maturate, scomponendole e ricomponendole in maniera diversa e integrandole con studi e una nuova “gavetta”.

Un esempio concreto

Persona laureata bene con MBA e una prima carriera professionale nell’ambito della finanza di impresa. Dopo i primi 20 anni - complice una crisi mondiale - è sollecitato a inventarsi una nuova strada lavorativa. Non fa sport, non ha passioni monetizzabili facilmente, anzi! ha passioni piuttosto costose come il golf, i viaggi, gli orologi costosi. Sta a Milano, una piazza stimolante. Cosa può fare?

Prova la consulenza aziendale, ma… non è fatto per la consulenza e i tempi sono difficili anche per la consulenza.

Recupera le esperienze come financial advisor degli imprenditori per cui ha lavorato come dipendente, studia, si certifica, capisce com’è fatto il mercato in Italia per i “financial advisor” (che richiede di entrare in una rete bancaria), attiva il suo network e “si butta” partendo da UN cliente e dai primi 1.000,00 € di ricavi a “provvigione”, senza cioè un contratto a tempo indeterminato.

Dopo quasi altri vent’anni è felice e non ci pensa ad andare in pensione.

Ve lo auguro!

GoodGoing!

I professionisti di GoodGoing! vi aiutano a elaborare una seconda carriera non banale e che regga a medio termine. Alcuni di loro sono alla seconda carriera, altri hanno accompagnato persone in questo nuovo percorso.

Contattateci per saperne di più.

Informazioni sull'autore
Cristina Gianotti
cristina.gianotti@goodgoing.it
Cristina Gianotti si occupa da oltre quindici anni di Coaching - Career, Executive e Business Coaching – a supporto di: manager, professionisti, imprenditori interessati a investire su stessi e sulla propria crescita professionale. Viene da un background di consulenza direzionale, management e imprenditoria. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro "E' facile cambiare lavoro se sai come fare" con bookabook. Nel 2018 il suo secondo sul networking: "Connecting Dots: il networking, questo sconosciuto".

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