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The Two Colleagues Working Together At Office

Il mercato del lavoro è stravolto dalla pandemia ed i posti di lavoro potenzialmente a rischio di chiusura si aggiungono a quelli già persi. Ci sono settori dell’economia fortemente penalizzati ed altri che hanno resistito meglio, ma è evidente dal decremento del PIL dell’intera Eurozona che un esiguo numero di imprese presenta percentuali in crescita, mentre la maggior parte ha subito una contrazione che, in taluni casi, tocca il 90% (è il caso del turismo).

Nei periodi di crisi soffrono meno quanti hanno maggiori capacità di stare in apnea (fuor di metafora: coloro i quali, individui od organizzazioni, al cui interno troviamo le imprese di ogni tipo e dimensione, avevano una cospicua dote finanziaria al momento in cui è cominciata la crisi economica scatenata dalla pandemia).

È vero che servirà molto tempo per ricostituire le risorse bruciate in tempi di bassi ricavi e margini ristretti o passivi, ma per queste organizzazioni le possibilità di ripartire con slancio saranno certamente maggiori. Senza dimenticare che la continuità delle entrate per i titolari di un posto fisso, unite ad una minore possibilità di spendere dovuta alla chiusura delle attività commerciali e del turismo, ha portato, per una parte degli Italiani, ad un accumulo di risorse quantificate in 187 miliardi di euro negli ultimi dodici mesi.

Dunque, come al solito, non per tutti le crisi significano perdita del potere d’acquisto e arretramento sul piano sociale, seppure mai come in questa sia aumentato l’indice di povertà, come le file alle mense dei poveri per un pasto caldo testimoniano quotidianamente.

In questo scenario, le situazioni individuali sono quindi molto diverse e così, di conseguenza, la piramide dei bisogni di Maslow per una quota parte ruota attorno ai bisogni primari (dall’alimentazione alla sicurezza del lavoro) e per un’altra riguarda l’affermazione del sé e l’autorealizzazione.

I due prossimi articoli tratteranno casi reali che, partendo da situazioni molto diverse, ci proietteranno in una realtà di grande attualità, evidenziando storie che speriamo possano ispirarvi e fornire spunti utili per le vostre situazioni personali (il nostro lavoro è quello di occuparci degli individui, sia singolarmente che nell’ambito delle organizzazioni al cui interno essi operano, focalizzandoci sulle loro aspirazioni ed esigenze per aiutarli a conseguire i propri obiettivi).

Cominceremo con una storia, quella dell’ingaggio di una figura professionale con elevata seniority e competenze manageriali medio-alte, da parte di una start up che ha realizzato una piattaforma software all’avanguardia nel mercato di riferimento. Le particolarità del caso sono l’età del nostro protagonista, che ha superato i sessant’anni (un’età che difficilmente si associa ad una start up, a maggior ragione se operante in un contesto di tecnologia avanzata) il mandato conferito e le modalità di retribuzione, parte in euro e parte in cripto valuta che, anche se non rappresentano una novità assoluta, sono quasi certamente una pratica ancora poco diffusa.

Se avete perso il lavoro a causa della crisi conseguente alla pandemia, un’età che vi colloca a pochi anni dalla pensione e la necessità o la volontà di arrivarci in piena attività questa storia potrebbe fare al caso vostro.

Il secondo articolo concerne invece il caso di una collaboratrice assunta come dipendente da una società di consulenza che, dopo qualche anno di anzianità nella posizione, un'acquisita maturità professionale ed una crescente autonomia, è insoddisfatta perché a queste caratteristiche non corrispondono né un’adeguata retribuzione né la possibilità di uno sviluppo di carriera all’altezza delle aspirazioni. Per queste ragioni la nostra candidata intende valutare sia la possibilità di cambiare datore di lavoro che di cambiare il lavoro svolto ed il settore.

Le due situazioni hanno ispirato i nostri articoli: nel primo è Cristina Gianotti ad intervistare il protagonista della storia, mentre nel secondo Stefano Longo prende lo spunto del caso reale per chiedere a Cristina Gianotti di rispondere a domande che, lo sappiamo per certo, riguardano molti lavoratori in età compresa tra i 30 ed i 35 anni in situazioni simili. Le uscite sul nostro blog sono in programma per i prossimi giorni. Speriamo siate curiosi di saperne di più e vi auguriamo buona lettura.

Informazioni sull'autore
Stefano Carlo Longo
stefano.carlo.longo@goodgoing.it
Stefano Carlo Longo ha una lunga carriera di “innovatore” nel mondo dell’ICT, maturata in funzioni direttive nell’ambito commerciale, del marketing e della consulenza presso alcune tra le più importanti società internazionali, tra cui EY, Atos e Adobe. Co-fondatore di una società di eCommerce dedicata ai vini di alta gamma e investitore in una start up in ambito Mobile Engagement in rapido sviluppo (MobileBridge), ne promuove la presenza presso clienti e partner.

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