Cercare lavoro all'estero, perchè in Italia ...

Italia Si Sgretola

In questo caso bisogna fare un distinguo sul “cosa” mi ha portato al limite. Nella maggior parte dei casi non è solo il paese, il lavoro o la situazione familiare, ma una combinazione dei tre fattori. E’ il caso di Umberto, ingegnere ultracinquantenne che se ne è andato in Inghilterra.

Umberto è un ingegnere che ha sempre lavorato nel settore della consulenza informatica e in particolare nell’ambito della sicurezza informatica, una tematica all’ordine del giorno da anni e più che mai attuale. Peccato che né in grande multinazionale della consulenza o in piccola società di nicchia né in azienda, per lui, alla soglia dei 50 anni, c’era più considerazione per le sue competenze.

Probabilmente anche la situazione familiare stava evolvendo e una volta venuta a mancare la vecchia madre (i genitori anziani legano all’Italia maschi e femmine!) Umberto ha preso il volo: sia letteralmente sia metaforicamente.

Umberto è andato in Inghilterra a cercare lavoro.

E’ andato proprio in Inghilterra a cercarlo. Non lo ha cercato da qua. Questo è un punto fondamentale. Non è così semplice cercare lavoro, figuriamoci se lo facciamo per corrispondenza, fosse anche elettronica! Bisogna prendere la valigia, il PC, una camera in affitto e qualche mese di autosostentamento per cercare lavoro in loco. Se uno ci chiama, non posso pensare di rimandare il colloquio a quando, tra qualche giorno o settimana, avrò trovato la miglior occasione con Easyjet o Rynair!!!

Parlava l’Inglese sia per il background di studi e di lavoro sia perché lo aveva rinfrescato. Avete mai provato ad andare nel Regno Unito ed essere l’unico Italiano in un gruppo di lavoro di Scozzesi? Vogliamo pretendere che ci accolgano e perché siamo così speciali attendano che noi impariamo l’Inglese??? Chiediamoci francamente se siamo così speciali o se non è meglio ripassare e studiare prima di partire!

Era aggiornatissimo perché si autodocumentava, studiava, prendeva certificazioni riconosciute sul mercato nel suo settore. Questo magari sì si può fare nel tempo, in anticipo. Ma bisogna farlo anche a proprie spese e non aspettare che si veda in concreto l’opportunità. Non si può aspettare mesi da disoccupato prima di prendere una certificazione, ad esempio di Project Management, che è ormai riconosciuta anche in Italia ed è proprio il minimo in Inghilterra! Specie se si è un dirigente con una buonuscita di centinaia di migliaia di euro….

Ora Umberto lavora per aziende note a livello internazionale tra Londra e New York e gli Head Hunter in Inghilterra lo continuano a chiamare.

Informazioni sull'autore
Cristina Gianotti
cristina.gianotti@goodgoing.it
Cristina Gianotti si occupa da oltre quindici anni di Coaching - Career, Executive e Business Coaching – a supporto di: manager, professionisti, imprenditori interessati a investire su stessi e sulla propria crescita professionale. Viene da un background di consulenza direzionale, management e imprenditoria. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro "E' facile cambiare lavoro se sai come fare" con bookabook. Nel 2018 il suo secondo sul networking: "Connecting Dots: il networking, questo sconosciuto".

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