Ti sai presentare in modo professionale come freelance?

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Freelance (dall'inglese "freelance worker") è un termine della lingua inglese per indicare un soggetto che opera come libero professionista per diverse società o organizzazioni, senza avere alcun rapporto contrattuale di dipendenza con esse. Il termine, usato anche nella lingua italiana, ha un significato generico, non essendo legato ad alcun settore specifico di attività. In Italia l'espressione freelance è assimilabile a quella, molto utilizzata dai mass media, di "popolo delle partite IVA". La parola deriva dall'omonimo termine della lingua inglese usato per un mercenario (free-lance, letteralmente "lancia indipendente" o "lancia libera"), cioè un soldato professionista che non è legato a un corpo o un comandante specifico, ma che si mette agli ordini di chiunque lo paghi….

– from Wikipedia

Detto ciò, la parola "freelance" in Italia ha ancora una connotazione negativa che dovremmo superare proprio perché il mondo sta andando sempre più verso il lavoro autonomo, con buona pace di chi lo considera sinonimo di precariato.

Spesso mi capita nel lavoro quotidiano di supportare persone che hanno già una loro attività avviata, ma devono valorizzarla per aumentare il business. Di recente mi è capitato con Cinzia, interprete e traduttrice con certificazioni e già alcuni incarichi di prestigio.

Come presentarsi in modo professionale e ”moderno”?

Ecco cosa ho suggerito e abbiamo concordato:

Partita Iva o ritenuta d’acconto: se ho intenzione di incrementare l’attività - dopo i primi passi gestiti in ritenuta d'acconto - devo aprire una partita IVA, magari con il "regime forfettario". Se ho alle spalle una famiglia, che opera già come azienda o come professionista, posso rivolgermi al "commercialista di famiglia", altrimenti è consigliabile rivolgersi a un commercialista professionista. Tale servizio ha un costo abbordabile e nei primi anni ci permette di non fare errori e di focalizzarci sul nostro “core” business, anziché stare dietro a una materia in continua evoluzione specie in Italia (ogni anno le finanziarie cambiano).

Biglietto da visita: basta farsi i biglietti da soli e stamparli o stamparli in metro… Ci sono dei siti che ti guidano a produrre un biglietto da visita (e poi altri strumenti di marketing come le brochure o i volantini) in carte diverse, in formati diversi, con loghi e colori diversi. Io conosco Vistaprint e lo uso da anni. Anche qui lasciamo fare il mestiere a chi lo sa fare e concentriamoci sul nostro!

Curriculum vitae: un cv serve sempre. Se uno non ti conosce cosa gli dici? Cosa gli lasci? Meglio avere un documento sintetico che professionalmente descriva la nostra offerta, che magari è solo una parte dei nostri impegni professionali, ma serve per presentarsi al meglio sia a chi ci conosce sia ad altri con cui verremo in contatto anche tramite quelli che già ci conoscono e ci stimano.

In GoodGoing! siamo esperti nel produrre cv in formati diversi a seconda dei bisogni grazie alla nostra decennale esperienza come professionisti, dipendenti, imprenditori, ecc. In questo caso specifico consiglio il cv per aree di competenza o funzionale.

Dal cv scaturirà un volantino o una brochure che produrremo facendo riferimento sempre al fornitore dei biglietti da visita (vedi sopra) o nei casi più sofisticati a un grafico anch’esso freelance: non serve un’agenzia di comunicazione!

Sempre più la gente sente parlare di LinkedIn anche se appartiene a mondi lontani dall’IT, dal digitale, dalla consulenza aziendale. Anche nel caso di Cinzia la richiesta era di avere un profilo su LinkedIn.

Noi di GoodGoing! siamo qui apposta. Per le esigenze di Cinzia basta una pagina LinkedIn con il suo nome ben fatta, magari con una bella foto, uno sfondo ispirazionale o connesso con la sua attività – per esempio la Torre Effeil per significare che è esperta di Francese. Non serve in questo momento una ulteriore pagina per la sua attività professionale. Alcuni lo consigliano, io sono contraria – per esperienza. Solo nel momento in cui Cinzia costituirà una società con altre persone e con un logo potrà dare dignità a una seconda pagina LinkedIn.

A seconda del tipo di lavoro posso pesare ad altri social network: Facebook se mi rivolgo agli individui singoli, Instagram se faccio attività creative e visual, ecc.

Il sito??? Non sempre serve un sito. Ce ne sono milioni sul web, non è detto che per avviare un’attività come freelance sia necessario. Anche in termini di passi da fare per strutturare la propria attività lo metterei in priorità due. Magari starei attenta a visionare i siti di altri concorrenti per farmi un’idea precisa di cosa mi piace e che farò in futuro, magari anche qui facendomi consigliare da un professionista.

Vince sempre la coerenza: se sono una professionista mi presento al mercato professionalmente. I siti artigianali si vedono! ☹ anche se magari ve lo fanno pagare profumatamente.

I clienti dove li troviamo?

Chiediamoci dove li abbiamo trovati finora: tramite conoscenze, cogliendo le opportunità lette su articoli o newsletter? Continuiamo così.

Credo talmente nel networking professionale, che per spiegarlo ho scritto un libro “Connecting Dots – Il networking questo sconosciuto”.

Le azioni che non consiglio sono quelle completamente a freddo. Scrivere a qualcuno che non conosco e chiamarlo al telefono oggigiorno non vale più.

Ho dimenticato l’ufficio? No, non l’ho dimenticato, perché ormai non si usa più. Si può lavorare da casa, dall’ufficio del marito o della moglie, dall’azienda di famiglia, da un co-working, da un caffè, anche se non è Starbucks.

Penso che Cinzia abbia tutte le indicazioni concrete per procedere.

GoodGoing!

Se anche voi avete un’esigenza simile contattate GoodGoing! e i suoi professionisti. Ne rimarrete soddisfatti: non abbiamo soluzioni standardizzate, ma operiamo in modo sartoriale.

La stessa Cinzia può testimoniarvelo avendo lei prima chiesto un supporto ad altri, che l’avevano indirizzata verso la composizione di un Business plan, strumento del tutto inopportuno per le esigenze da lei espresse e per lei necessarie in questa fase della sua attività di freelance.

Informazioni sull'autore
Cristina Gianotti
cristina.gianotti@goodgoing.it
Cristina Gianotti si occupa da oltre quindici anni di Coaching - Career, Executive e Business Coaching – a supporto di: manager, professionisti, imprenditori interessati a investire su stessi e sulla propria crescita professionale. Viene da un background di consulenza direzionale, management e imprenditoria. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro "E' facile cambiare lavoro se sai come fare" con bookabook. Nel 2018 il suo secondo sul networking: "Connecting Dots: il networking, questo sconosciuto".

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