5 fasi per un processo di onboarding efficace – la prima settimana di lavoro

Inserimento Nuovo Collaboratore


Con la ripresa delle attività che segue il periodo della pausa per le vacanze estive proseguiamo la pubblicazione della nostra serie di articoli dedicati al processo di onboarding, nata con l’intento di suggerire delle buone pratiche atte a portare i vostri collaboratori ad integrarsi ed essere produttivi nella vostra organizzazione nel più breve tempo possibile.

Alla fine di luglio avevamo dedicato le nostre attenzioni al tema del primo giorno di lavoro, aggiungendo alle considerazioni una check list. In questo articolo parliamo della prima settimana di lavoro e, anche in questo caso, al termine dell’articolo, potrete consultare e scaricare la check list che abbiamo predisposto.

Se vorrete indagare l’argomento che vi stiamo proponendo con una ricerca su Internet, scoprirete che la prima settimana di lavoro è affrontata in modo prevalente per dispensare al “nuovo arrivato” consigli su cosa fare e cosa evitare. Pochi si interessano a cosa dovrebbe fare il datore di lavoro (che si tratti della funzione del personale o del diretto responsabile della funzione/team interessato poco importa) cercando di proporre consigli su come “investire” al meglio il tempo dei nuovi collaboratori e meno ancora sono i casi di quanti offrono una vista per “fasi” del processo di onboarding. Ritengo quindi che la nostra “ricetta” possa avere qualche pretesa di originalità.

Ma torniamo al nostro tema: se il primo giorno è trascorso affrontando prevalentemente gli aspetti operativi e burocratici, oltre all’introduzione del nuovo (o nuovi) collaboratori ai colleghi, l’obiettivo dei giorni seguenti è quello di favorire “l’immersione”dei nuovi arrivati nella realtà in cui andranno ad operare, coniugando momenti di formazione sulle procedure con attività di pianificazione degli obiettivi ed incontri con i responsabili di team e funzioni con il supporto del “buddy” (il compagno di pari livello) a cui il collaboratore è stato assegnato.

Il “buddy” è figura diversa dal “tutor” talvolta contemplato nei programmi di inserimento. La differenza non è marginale: un tutor è un dipendente che si pensa abbia una certa seniority di azienda, spesso un grado superiore a quello del nuovo entrato, ed è persona che sovente non si limita ad accompagnare l’ingresso del nuovo collega, ma osserva e riporta il comportamento del nuovo collaboratore al suo responsabile. Il “buddy”, come ho già avuto modo di scrivere nell’articolo precedente, è invece un compagno di pari livello, che metterà a proprio agio il collega permettendogli da subito un grado di confidenza che gli permetterà di porre liberamente domande relative a questioni anche banali, ma rilevanti nel momento in cui comincia la sua nuova avventura professionale.

Dunque, se la responsabilità di favorire l’inserimento dei collaboratori è vostra, abbiate cura di trattare questi aspetti:

Attenzione alla cultura

La cultura gioca un ruolo significativo nella longevità e nel coinvolgimento dei dipendenti. Prendetevi il tempo necessario per pensare a ciò che rende la vostra organizzazione ed il team in cui il collaboratore sarà inserito unici e pianificate il modo migliore per trasmettere questi valori.

Introduzione al team

Costruire relazioni durature è fondamentale per la fidelizzazione, quindi chiedete al nuovo assunto di incontrare quante più persone possibile tra quelle che fanno parte della sua orbita diretta. Pianificate come reintrodurre le persone chiave, ricordando che la prima introduzione, quella avvenuta il primo giorno di lavoro, lo farà essere uno dei tanti nella loro prima settimana. Meriti ulteriori se sarete in grado di presentare dirigenti senior e CxO.

Condividere gli obiettivi a cascata

Comunicate in anticipo come gli obiettivi del nuovo arrivato sono allineati alla strategia aziendale. I nuovi arrivati acquisiranno in tal modo una maggiore comprensione del loro impatto, permettendo un processo decisionale più informato nei primi mesi, che sono quelli più critici.

Ispirate i nuovi arrivati

La condivisione dei piani di sviluppo di carriera e delle competenze richieste per i ruoli senior dimostra che l'azienda è interessata ai nuovi arrivati e che supporterà il loro sviluppo. Queste informazioni possono aiutare i nuovi arrivati ad avere una discussione informata con i manager sull'apprendimento e lo sviluppo durante la prima settimana di immersione.

“I nuovi assunti sono immersi nel valore del "lavoro a maglia", un termine usato per indicare la collaborazione tra le persone e il guardare il mondo da diversi punti di vista. Il tema continua per tutta la prima settimana e si conclude facendo volontariato con KnitSF"

– Pinterest - Fonte: Quora

La Check list del datore di lavoro per la prima settimana dei suoi collaboratori (151 kb.)

Gli articoli precedenti della serie:

  1. 5 fasi per un processo di onboarding efficace – Introduzione
  2. 5 fasi per un processo di Onboarding efficace - Prima del primo giorno
  3. 5 fasi per un processo di onboarding efficace - Il primo giorno di lavoro
Informazioni sull'autore
Stefano Carlo Longo
stefano.carlo.longo@goodgoing.it
Stefano Carlo Longo ha una lunga carriera di “innovatore” nel mondo dell’ICT, maturata in funzioni direttive nell’ambito commerciale, del marketing e della consulenza presso alcune tra le più importanti società internazionali, tra cui EY, Atos e Adobe. Co-fondatore di una società di eCommerce dedicata ai vini di alta gamma e investitore in una start up in ambito Mobile Engagement in rapido sviluppo (MobileBridge), ne promuove la presenza presso clienti e partner.

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